Bob Dylan: il folksinger

bob dylan

Robert Allen Zimmerman, meglio conosciuto come Bob Dylan, nasce il 29.5.1941 a Duluth, una tranquilla e benestante cittadina del Minnesota. Dopo aver trascorso una prospera e felice infanzia presso la propria famiglia Rob, così lo chiamavano i genitori, comincia a fuggire di casa all'inseguimento del suo sogno di libertà con una chitarra e una motocicletta. Dopo aver a lungo vagabondato ( non senza incorrere in guai con alcool e stupefacenti ), mosso da spirito di emulazione nei confronti del proprio idolo musicale, il folksinger di colore Woody Guthrie, si trasferisce a New York.
Nel 1962, dopo essersi faticosamente inserito nel sottosuolo della scena musicale locale, ottiene un contratto discografico presso la Columbia e viene pubblicato il suo primo disco intitolato semplicemente Bob Dylan. Con questa sua prima uscita Dylan da il via ad un processo scandito dalla pubblicazione di singoli che lo inserirà stabilmente nell'Olimpo dei cantautori. Il 63' è l'anno di Freewheelin' Bob Dylan e l'indimenticabile Blowin' in the wind diventerà ben presto l'inno degli attivisti civili e comunque di ogni giovane americano all'inseguimento di un ideale di pace attraverso una denuncia libertaria. Il tono mesto di Blowin viene supportato da Masters of war, dura e sprezzante, critica apertissima con invito alla reazione che si sublima nell'ossessionante appello ai signori della guerra. La canzone si riallaccia palesemente alle vicende riguardanti l'impegno armato degli USA in Vietnam ( 1955-1975 ).
Si può sostenere che buona parte della produzione Dylaniana sia negativamente influenzata dai terribili avvenimenti bellici che non vessarono il solo autore ma tutta la sua generazione, Masters e anche la più nota Knockin' on heaven's doors ne ricalcano propriamente l'angoscia ed il terrore indotti.. Altro pezzo indimenticabile è A hard rain is gonna fall, un dialogo tra madre e figlio interamente pervaso da elementi biblici o comunque riguardanti la sacra cabala ebraica ( 7,12,6 ). Sempre nel 63' esce The Times they are a-changin' che promuove Dylan ad una posizione privilegiata tra i folksinger militanti dell'epoca tra i quali si ricorda Joan Baez . Con l'omonimo pezzo viene ribadito l'invito a reagire rivolto ai giovani con un duro attacco alla precedente generazione:


Venite padri e madri

la vostra strada sta invecchiando in fretta,

per favore scansatevi dalla nuova

se non potete dare la vostra mano
. L'anno di Another side of Bob Dylan è il 64' e la canzone-simbolo di questo suo capitolo di vita risulta essere Chimes of freedom che raccoglie nel proprio testo (di non facile comprensione ) il gotico e spaventoso richiamo delle campane della libertà. I personaggi che vengono ritratti all'interno di questo quadro a tinte cupe sono topoi Dylaniani: individui sfruttati, sottovalutati, ribelli, insomma quegli esclusi per cui finalmente le campane suonano a giustizia.
Il 65' è foriero dell'album più crudelmente realistico e autobiografico: Bringing it all back home. Qui incontriamo Mr Tambourine man ( lett: il signor Tamburino, secondo lo slang: spacciatore di droga ). Questo brano ci conduce all'interno dell'incubo della droga, di cui lo stesso Dylan fu vittima, con descrizioni di spasmi ed angoscia dello stesso dipendente che invoca il suo salvatore Mr Tambourine. L'agosto dello stesso anno vede la nascita dell'album, a mio parere, più bello dell'intera produzione Dylaniana: Highway 61 Revisited.
In realtà ci troviamo di fronte ad un enorme salto da parte dell'autore: secondo i più autorevoli critici Dylan passò irreparabilmente dal folk più puro al più commerciale rock-blues. La lunghissima Like a Rolling Stone ne è la prova. Desolation Row ci presenta attraverso gli occhi dell'autore tanti piccoli e squallidi ritratti di vita che vanno realisticamente a riempire angoli del vicolo della desolazione. Ballad of a Thin Man ci racconta di un uomo sottile, Mr Jones, vessato da mille interrogativi.
Blonde on Blonde del 66' è il maggior successo discografico di Dylan seguito a ruota nel 68' da John Wesley Harding di cui segnalerei I dreamed I saw saint augustine , brano visionario e profondamente autobiografico

Ho visto in sogno S.Agostino

vivo e con fiato di fuoco

e ho sognato che io ero fra quelli che lo misero a morte

mi sono svegliato adirato

così solo e spaventato

ho appoggiato la mano contro i vetri

ho chinato la testa ed ho pianto.

Nashville skyline del 69' riassume in se il patetico e ben noto trio sesso-droga-rock'n roll soprattutto in Lay-Lady-Lay. Self Portrait del 70'sembra aver ristabilito i canoni compositivi Dylaniani in The Mighty Quinn ma continua a stupire nell'ermetismo portato allo spasmo di
All the tired horses in the sun. Nello stesso anno viene composto New Morning che vede il suo tragico acme di pateticità biblica nel
Day of the locusts che ancora riprende l'incubo della guerra nel Vietnam traendo evidentemente spunto da una delle dieci piaghe d'egitto (Esodo 10).
Naturalmente l'opera di composizione non si ferma qui, ma con il passare degli anni essa si è lentamente trasformata da un fenomeno di protesta nell'underground musicale attivista ad un enorme mostro fabbricasoldi per le case discografiche e i distributori. Il folk che in questo periodo era cresciuto ed aveva raggiunto l'acme della preopria popolarità ed espressività sembra ormai essere superato anche per lo stesso Dylan. Il rock'n roll agli inizi degli anni 70'è già onnipresente, alla sua guida ritroviamo artisti come Led Zeppelin o Deep Purple o ancora Jethro Tull, personalità che rispecchiano nelle proprie canzoni grandi sogni, artefatti se confrontati con il lavoro di un solo grande cantautore. Dylan infatti mette in primo piano quelli che sono i testi e i concetti efficacemente e poeticamente espressi in essi ( si è parlato più volte di modelli tratti dal poeta Leonard Cohen, tuttora in vita, o da Ginsberg ), senza sovrapporre musica psichedelica o assordante tanto in voga ai tempi ( Jimi Hendrix, The Doors).
Nel complesso l'intera impresa discografica di Dylan racchiude in se un vasto valore culturale che riesce a confondere temi di attualità come il conflitto in Vietnam, la protesta giovanile, il movimento hyppie, l'incubo della droga, la piaga dell'alcolismo, la triste condizione degli homeless, il razzismo, l'antisemitismo con passi biblici, dialoghi cantati e sogni evanescenti.
Del resto quello che possiamo oggi ascoltare non è nient'altro che la realizzazione di un sogno, il sogno di un ragazzino ebreo di una piccola cittadina del Minnesota.