Tesi di Nietzsche sulla nascita della tragedia nelle
conferenze del 1870
[Nietzsche a 17 anni (1861)]
- CENTRALITÀ DEL FENOMENO TRAGICO: all'immagine della
grecità dipinta dal classicismo, fondata sulla esaltazione
della armonia e compostezza, Nietzsche ne contrappone
una in cui Apollineo e Dionisiaco si trovano sintetizzati.
- DOPPIA FONTE DELL'ARTE GRECA: Apollo e Dioniso appaiono fusi
nell'opera d'arte della tragedia attica:
- Apollo implica la rappresentazione, la dimensione onirica
del gioco con la realtà;
- Dioniso implica l'ebbrezza, la rottura con le forme
della individuazione, il ritorno alla indistinzione dell'unità
originaria.
- APOLLINEO e DIONISIACO presentati come forze metafisiche
originarie della Natura.
- MERITO DEL DRAMMA ATTICO: sublimazione dell'ebbrezza e degli
impulsi dionisiaci mediante l'apollineo.
- TRAGEDIA ACCOSTATA ALLA MUSICA: anch'essa presenta la commovente
potenza del suono (dionisiaco) e il mondo assolutamente incomparabile
dell'armonia (apollineo).
- RUOLO DELLA TRAGEDIA: far convivere l'uomo con la consapevolezza
della nullità della esistenza.
Nella tragedia il sentimento è partecipabile in tre modi:
- in termini di pensiero,
- attraverso il linguaggio gestuale,
- attraverso il linguaggio musicale.
Il linguaggio gestuale è fatto di simboli: se vengono simboleggiati
sentimenti abbiamo il fattore lirico, se sono simboleggiate
immagini il fattore epico.
La tragedia è in tal senso:
- arte figurativa\epica,
- musica\lirica.
Elemento ulteriore della tragedia attica: il coro. Con
Euripide esso perderà la sua originaria funzione, assumendo
il ruolo di squarcio lirico.
Euripide incarna anche per questo la morte della tragedia,
che diventa mera rappresentazione realistica. Tale realismo è
connesso al diffondersi del razionalismo socratico, che
implica travisamento della essenza originaria della tragedia e
la pretesa di dare spiegazione razionale della realtà:
il socratismo disprezza l'istinto e l'eroe dell'originario dramma
attico diventa eroe dialettico.
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